venerdì 27 dicembre 2013

Un 6 gennaio "da fogo" !

Mi ricordo che quando da adolescenti ci si lasciava col fidanzatino o con la fidanzatina, un modo per sentirsi meglio era quello di bruciare le sue fotografie. Quasi che il fuoco servisse a spazzar via tutto il passato, tutti i ricordi, per cui tutto il dolore.
 
Allo stesso modo bruciare la Befana rappresenta un antico rito propiziatorio per il passaggio dall’anno passato al nuovo. La “vecchia” rappresenta l’anno passato che brucia, dalle cui ceneri nascerà quello nuovo, come un'araba fenice. I dolci che porta la Befana (detta la vecia) sono i semi, i doni dell'anno in avvenire. La scopa è lo strumento che serve per spazzare via l’anno vecchio e le calze rotte rappresentano il cammino.
A Verona e provincia si assistono a numerosi fuochi per "brusar la vecia"; il più suggestivo avviene ovviamente in Piazza Bra. Alle 17.00 Piazza Bra e l'Arena diventano il palco di uno spettacolo unico: la "vecia" befana, che si erge maestosa davanti all'Arena, dall'alto saluta la piazza fino a che la musica da il via all'accensione dell'immenso falò.

Uno spettacolo, seppur quasi maligno, che scalda il cuore. Anzi lo brucia !

martedì 24 dicembre 2013

O è Natale tutti i giorni o non è Natale mai.

E' la vigilia. Tutto sembra quasi fermarsi. I negozi pian piano si vedono svuotare le vetrine, assieme ai portafogli dei clienti. L'aria è fredda e l'umidità trapassa le giacche e i maglioni.
 
Le persone sembrano più felici oggi. Almeno quasi tutte. Prese nei loro preparativi per le feste. Affannate nel provare a far sì che tutto sia perfetto, per i propri amici, per i parenti. Anche i conoscenti diventano più vicini, le persone sconosciute quasi più familiari. Le luci risplendono sui balconi, nelle vie. Pare quasi nei cuori.
 
In Arena a Verona i presepi, la stella, i banchetti di S.Lucia, l'immenso albero luminoso sponsorizzato dalla Bauli.
 
L'atmosfera è magica. Anche in tempi di crisi. I supermercati assaliti. Anche se tutto è caro perché a Natale non ci si priva di niente, non si risparmia.
 
Sarebbe bello che la gente fosse più gentile sempre e non soltanto in questa occasione. Sarebbe bello ritrovarsi più spesso in famiglia e non soltanto il 25 dicembre. Sarebbe bello fare e ricevere regali in un giorno qualunque, per il gusto di farlo e non per l'imposizione e per dovere, nella corsa pazza dell'ultimo momento.
 
Sarebbe bello. Sarebbe sempre Natale.

mercoledì 18 dicembre 2013

Offella, mon amour !

Si avvicinano le festività natalizie ed anche i chili iniziano a lievitare.
 
Non si può fare a meno in questi giorni di resistere a tutti i dolciumi natalizi e di rimanere a dieta, fra una cena di fine anno e una di lavoro, fra un pranzo con i parenti ed un aperitivo con gli amici.
 
Non tutti però conoscono, rispetto al classico pandoro, il capostipite dei dolci lievitati di Verona, la cui prima ricetta è datata 1° Ottobre 1891: l'Offella !
 
In questo periodo venne modificata dal sig. Giovanni Battista Perbellini la ricetta di un dolce tradizionale veronese già esistente e chiamato “Nadalin”, che venne arricchito con burro e uova, rendendone la pasta quindi molto più soffice.
 

 

giovedì 12 dicembre 2013

Pearà...hip hip hurrà!

Guardo fuori dalla finestra. In lontananza una veloce foschia avanza e presto si trasformerà in nebbia fitta. Quella colma di umido che ti penetra nelle ossa, attraverso i giacconi, le sciarpe, i guanti.
 
Il pensiero va al cibo. A quando ci si potrà sedere a tavola e mangiare qualcosa di caldo, di sostanzioso, di saporito.
 
A noi piace pensare al Bollito con la Pearà perché non esiste veneto che non conosca la pearà.
 
Gli ingredienti sono pochi: pane vecchio, midollo di bue, olio extravergine d'oliva, brodo caldo, sale e tanto, tanto, ma tanto pepe.

Numerose le trattorie a Verona dove poterla gustare nella sua originale e tradizionale ricetta: dal Ristorante la Greppia al Ristorante Ciccarelli, ma anche al Ristorante Leon d'Oro viene proposta ai clienti dell'hotel (e a quelli esterni), italiani e stranieri perché chi prova la pearà non ne può più fare a meno !

domenica 1 dicembre 2013

Cioccolata calda e... coloniale.


Oggi è il primo di dicembre. Un mese piuttosto freddo. E spesso, quando si è in giro per le vie della città, i piumini, le sciarpe, i guanti non bastano a scaldarci da quella sensazione di inverno che ci trapassa dentro.
 
Se penso alle giornate trascorse a Verona, durante i mesi invernali, e alle serate in cui si decide di fare una passeggiata all'aperto fra le vetrine dei negozi del centro, la mia mente non può fare a meno di pensare al Caffè Coloniale.
 
Il Caffè Coloniale è banalmente un bar, ma in realtà (per chi lo conosce e lo frequenta), un luogo di ritrovo caloroso e rilassante. Una tappa obbligatoria e voluta per chi vuole dedicarsi un buon momento di relax e di conversazione e rilassamento.
 
E' un posto adatto ad ogni momento della giornata: dalla colazione del mattino, alla sosta pomeridiana, all'aperitivo della sera. Personalmente lo adoro per la sua cioccolata calda, meglio se con la panna !

E quando si va alla cassa per pagare, non si può fare a meno di acquistare una delle prelibatezze di cioccolato che la caffetteria espone sul bancone.... da ingrassare solo a guardarle.